Alla luce dell’evoluzione

27,00 25,65

Formato 15×21 di 240 pagine

Disponibile

ISBN: 9788879477192 Categorie: , Tag: ,

PREFAZIONE
Theodosius Grygorovych Dobzhansky nacque in Ucraina nel 1900. Dobzhansky è stato uno dei più grandi genetisti ed evoluzionisti di tutti i tempi. Emigrato negli Stati Uniti nel 1927, collaborò per un lungo periodo con T. H. Morgan, una figura eminente nella storia della Genetica. Dobzhansky e Morgan studiavano, in laboratorio, le mutazioni del DNA dei moscerini della frutta, per studiare come queste mutazioni fossero ereditate, e capire come esse influenzassero la sopravvivenza degli stessi. Dobzhansky non fu però mai solo dedito ai suoi moscerini. Dobzhansky era un pensatore, un teorico, e un uomo di fede. Sosteneva che Dio forgiasse la vita attraverso l’evoluzione, e che il creazionismo (l’idea che Dio avesse creato tutte le forme di vita senza bisogno di alcuna evoluzione) fosse blasfemo.
Ci sono almeno due grandi contributi che Dobzhansky ha lasciato all’umanità, uno nel sociale, l’altro in un ambito più propriamente scientifico-religioso. Il primo avviene nel 1950, quando fu fra i firmatari della “Questione della Razza”, un documento dell’UNESCO che condannava le teorie razziste come ascientifiche. Nel documento si legge, fra le altre cose, che “la razza come fatto biologico e il mito della ‘razza’ sono concetti distinti, la cui confusione ha creato un’enorme quantità di danni umani e sociali” poiché, continua “la storia dell’umanità dimostra che la cooperazione non è solo naturale ma scritta nell’uomo più ancora che ogni tendenza egoistica. Se non fosse così, non ci sarebbero state la crescita, l’organizzazione e spesso l’integrazione delle comunità umane che i secoli e i millenni passati dimostrano chiaramente”.
Il secondo grande contributo avviene due anni prima che la leucemia lo uccidesse nel 1975, quando pubblicò il famoso saggio intitolato “Niente in biologia ha senso se non alla luce dell’evoluzione”. Nel saggio Dobzhansky sostenne che l’evoluzione spiega come e perché i fenomeni biologici siano interrelati. Senza considerare l’evoluzione, egli nota, la biologia non avrebbe senso. Dobzhansky osservò che le sacre scritture siano cose separate dalla scienza, e che l’una non contraddice l’altra. Egli cita il prete gesuita Teilhard de Chardin, che sosteneva (con prosa non propriamente asettica) che l’evoluzione è la teoria alla quale ogni pensiero e dottrina biologica si deve inchinare, l’evoluzione è la luce che illumina la verità.
Chi scrive è un evoluzionista, che riconosce che il saggio di Dobzhansky (e le sue opere precedenti) ha contribuito forse più di ogni altra moderna pubblicazione all’afferma zione di un fatto chiarissimo e banale, e cioè che non è possibile interpretare i fenomeni biologici, né spiegarli, senza riferirsi alla teoria dell’evoluzione. Con altrettanta naturalezza m’inchino dinanzi alla figura di Dobzhansky, rispettoso dell’uomo e del suo pensiero. La scienza, però, non è fatta di verità immutabili. I fatti, una volta provati, sono innegabili, come questi siano letti o la loro comprensione migliorata, invece, è sempre in discussione. Nella pratica scientifica la natura, biologica o abiologica, è interpretata usando dei fatti comprovati per testare delle nuove teorie, o descrivere un fenomeno o una sua parte prima inesplorato, oppure esplorato in maniera insoddisfacente se non erronea. Per esempio, se una mela ci cade in testa, come nella famosa favola di Newton, sappiamo che è per via della gravità. La gravità è un fatto, descritto da una determinata equazione. Se ci interessasse sapere come cadrebbe la mela sulla luna allora useremmo l’equazione che descrive la gravità per fare una previsione del comportamento della mela sulla luna. Ad essere testata è l’equazione, non la gravità, che rimane un assunto innegabile, banale, che nessuno perderebbe del tempo a dimostrare.
Allo stesso modo, l’evoluzione è un fatto, che pure perderò del tempo a dimostrare (in ossequio agli scettici) che si può usare per testare il comportamento umano, nelle sue molteplici sfaccettature.
Questo libro parla proprio del comportamento umano, a vari livelli, dall’individuo, ai sessi, alla famiglia, fino alla società, letto alla luce dell’evoluzione. In questo volume sosterrò come e perché “l’integrazione delle comunità umane che i secoli e i millenni passati dimostrano chiaramente” sono spiegabili senza dover far ricorso ad alcun illusorio spirito altruista nascosto nei nostri geni, e perché le sacre scritture e la scienza non siano, a mio parere, cose separate. Sosterrò che le differenze tra uomini e donne, tra etnie e società, sono reali, radicate nei geni e condizionate pesantemente dalla cultura e dalla storia. Spiegherò perché esistono il razzismo, lo stupro, le guerre, il sessismo.
Perché certe società “funzionano” meglio di altre, e perché l’uomo bianco domina economicamente il mondo. Se state pensando che questo è un libro a favore del capitalismo maschilista occidentale, o l’ennesimo tentativo di un conservatore di mascherare dietro presunte verità scientifiche una qualche forma di cinica giustificazione dei mali del mondo, allora vi sbagliate. Personalmente preferisco giocare a carte scoperte. Non sono un conservatore, non sono religioso, e non sono propriamente un ammiratore del capitalismo. Se avrete la voglia e la pazienza di leggere le pagine successive, capiremo insieme perché è tanto importante leggere la natura umana nel suo contesto appropriato, quello evolutivo, e perché chi vi scrive possa sostenere che i molteplici mali che affliggono l’umanità, come lo scontro fra gli uomini e le nazioni per diverse idee politiche e credo religioso, si originano da una comprensione largamente scorretta ed incompleta della natura umana, delle nostre pulsioni e convinzioni culturali.
Nell’ultima parte del libro ci dedicheremo a una delle nazioni più originali e contraddittorie del pianeta, per spiegare e comprendere la natura e l’origine di tali contraddizioni, l’Italia.

INDICE

Nota dell’editore
Che cosa è La Teoria dell’Evoluzione
Colli di giraffa e occhi azzurri
Povera Kiwi!
Selezione inclusiva, il paradigma di Haldane
La Sociobiologia
Burattini dei geni?
Non solo storielle
Comprendere la natura umana
Vita sociale
Mezzo te, un quarto di te
La Padella di Menelao
Fuori dal nido
Amici miei
Ai piedi della piramide
Il dominio dell’Uomo bianco
Destra e Sinistra
Nelle mani di un Signore qualsiasi
Il giardino dell’Impero
La Questione Meridionale
Tre colori tutti azzurri
Indice dei nomi

Autore/i

Editore

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Lingua

Copia saggio Docenti

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