Manuale di Programmazione e Organizzazione Sanitaria – TERZA EDIZIONE

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Formato 17×24,5 di pagine XXVI-432 con 50 figure e 30 tabelle – III Edizione

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PREFAZIONE ALLA TERZA EDIZIONE
Dopo due pubblicazioni di successo, questo Manuale giunge alla sua terza edizione, con approfondimenti e aggiornamenti rispetto a numerose novità emerse negli ultimi quattordici anni dalla sua prima uscita.
Sono rimaste tali, rispetto alle precedenti edizioni, trattazioni in merito a tematiche fondamentali del management e della programmazione sanitaria, ma sono stati anche inseriti importanti e specifici contenuti, che rendono il Manuale utilizzabile da fruitori sia principianti che esperti del settore. In questo senso appare molto utile e fruibile l’indice analitico e la bibliografia alfabetica, che ne consentono una consultazione rapida ed agevole. In relazione a questi concetti, la possibilità di sfogliare e leggere un volume cartaceo contribuisce a mantenere l’identità manualistica dell’oggetto e a renderlo adatto a tutti gli ambiti di esperienza professionale in sanità.
Come espresso nelle precedenti prefazioni, anche nei contenuti aggiornati e rivisti di questa terza edizione continua ad emergere un giusto bilanciamento tra novità ed evoluzione e strumenti classici di analisi e valutazione.
Tra gli aggiornamenti di questa edizione vanno citate le modifiche relative ai capitoli sui principi e sulle metodologie, e quelle relative ai capitoli sull’organizzazione sanitaria. Altre importanti novità sono state introdotte nel capitolo sui sistemi informativi, i quali negli ultimi anni hanno subìto radicali cambiamenti per diventare sempre più moderni e al passo con l’innovazione tecnologica e i nuovi bisogni.
Come noto, le macro leve classiche di intervento nel management sono tre: organizzative, gestionali e tecnologiche. Sono tre classi di azioni sistemiche fondamentali in tutte le organizzazioni, profit e no profit. E quindi ben vengano tutte le soluzioni organizzative evolute, le metodologie manageriali avanzate e le nuove tecnologie.
Ma le azioni di sistema potrebbero non bastare. All’aumentare della complessità le soluzioni sistemiche sono necessarie, ma non sufficienti. Serve l’azione dei soggetti, ovvero delle persone, delle reti, delle comunità. Con uno slogan potremmo dire: dai sistemi ai soggetti. Ma andiamo con ordine.
Di fronte a un problema complesso esistono sempre due alternative: la prima è quella di aumentare le capacità di soluzione. La seconda è quella di selezionare solo un pezzo del problema e concentrarsi su di esso.
Il filosofo ed epistemologo Karl R. Popper amava ricordare che “la consapevolezza non inizia con la cognizione o con la raccolta di dati o fatti, ma con i dilemmi”. Il dilemma può essere così posto: all’aumentare della complessità esterna, ovvero di ambienti sempre più difficili da affrontare, la complessità interna delle organizzazioni va aumentata o ridotta? In altri termini, come devono rispondere le organizzazioni alla crescente complessità ambientale? Aumentare la complessità organizzativa, come indicato da William R. Ashby, uno dei pionieri della cibernetica, con la sua “legge della varietà necessaria” del 1956 o ridurre la complessità organizzativa selezionando solo una parte di complessità esterna, come indicato nel 1984 dal sociologo e filosofo Niklas Luhmann?
La legge di Ashby dice che “per controllare un sistema di una certa varietà è necessario un sistema di controllo avente una necessaria varietà”. La legge, applicata alle organizzazioni, comporta che all’aumentare della complessità ambientale – espressa come varietà, variabilità, interdipendenza e indeterminazione (in una parola varianza) – deve crescere il livello di complessità interna all’organizzazione. Il livello di varianza presente all’interno di un’organizzazione deve essere quindi almeno pari al livello di varianza ambientale. La complessità organizzativa interna è in ultima analisi la risposta adattativa alla complessità esterna.
Secondo Luhmann un sistema è delimitato da un confine tra sé stesso e il proprio ambiente; confine che lo separa da una complessità esterna infinita o caotica. L’interno del sistema è quindi una zona di complessità ridotta, che può affrontare solo una porzione di complessità esterna, che va quindi selezionata. Va pertanto realizzata una scelta selettiva della varianza esterna da contrastare con quella interna. L’organizzazione che adotta questa soluzione si specializza in alcune funzioni, selezionando quelle che giudica più convenienti e gestibili. Molte imprese, ad esempio, si concentrano sul core business ed esternalizzano le funzioni non-core.
Come affrontare quindi la crescente complessità esterna? Aumentando la complessità interna o selezionando la complessità esterna? Non c’è una risposta “giusta” al dilemma: le organizzazioni che si confrontano tutti i giorni con la complessità devono trovare di volta in volta il giusto mix delle due “ricette”.
Ma non basta. Esiste sempre un gap tra la complessità interna e quella esterna, perché aumentare la prima è troppo costoso e ridurre selettivamente la seconda è troppo rischioso. Questo gap lascia uno spazio decisivo per l’azione di soggetti – persone, reti e comunità – che usano la loro intelligenza fluida per interpretare e governare la varianza delle situazioni.
Il gap è uno spazio libero per l’attivazione dell’intelligenza, dell’intraprendenza e delle capacità auto-organizzatrici degli uomini, per far fronte con mezzi “biologici” alla complessità in eccesso che non risulta governabile dalle due soluzioni sistemiche descritte: organizzazioni centralizzate e onnicomprensive (modello Ashby); organizzazioni specializzate sulle attività core e ricorso all’outsourcing (modello Luhmann).
Le persone fanno così da “ponte” tra la complessità esterna e l’organizzazione sistemica che non riesce a metabolizzarla (Ashby o Luhmann o un loro mix). C’è uno spazio enorme da riempire, una prateria da esplorare. Lo spazio della complessità è lo spazio della libertà. Più complessità esiste nel mondo e più libertà esiste nel mondo.
Quando la complessità esterna aumenta, le soluzioni sistemiche (organizzazione, gestione e tecnologia) non bastano più, bisogna avvalersi delle capacità dei soggetti. Bisogna decentrare, puntare sulla partecipazione e sull’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Serve intelligenza distribuita, interconnessa, auto-motivata, auto-attivata, cooperativa.
Le persone, le reti, le comunità professionali sono un’autentica miniera dove estrarre con continuità esperienze, approcci, metodi, prospettive; una palestra dove allenare un pensiero libero, laterale, divergente, creativo, generativo, visionario.
L’esistenza di un gap strutturale e permanente da colmare, da un lato, e di soggetti dotati di talenti dall’altro, significa una cosa sola: che il futuro di ogni organizzazione è potenzialmente ricco di opportunità che aspettano solo di essere colte.
E quindi buona lettura, con l’auspicio che questo Manuale possa non solo fornirvi la conoscenza delle soluzioni sistemiche della programmazione e dell’organizzazione sanitaria, ma possa anche darvi la sensibilità di capire quando immaginare e come aprire nuovi spazi e prospettive di azione di soggetti “bridge the gap”, capaci appunto di colmare – in modo creativo, unico, irripetibile e storicamente formato – il gap della complessità delle vostre organizzazioni.
Alberto F. De Toni
Rettore dell’Università di Udine – Segretario Generale – della Conferenza delle Università Italiane


PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE
La seconda edizione di questo Manuale offre ai professionisti della salute un’opportunità per una approfondita analisi delle basi del management sanitario e, inoltre, si pone come un testo in grado di indirizzare approfondimenti personali su specifiche tematiche pratiche che sono teorizzate all’interno dei singoli capitoli.
La lettura del testo può seguire diverse modalità a seconda delle necessità del fruitore, da una lettura sequenziale ad un approccio per oggetti di interesse. Infatti, ogni capitolo offre una disamina esauriente delle principali tematiche che i professionisti incontrano nell’attività quotidiana del loro lavoro. Questa modularità dei capitoli, unita all’evidenziazione di parole chiave, che rappresentano i concetti fondamentali, consente la costruzione di un percorso di lettura e apprendimento personalizzabile a misura di lettore. Questa edizione consolida i contenuti principali dell’organizzazione sanitaria attraverso l’analisi delle principali teorie trasferibili al contesto sanitario, e l’esame comparativo degli elementi essenziali dei diversi sistemi e la rappresentazione analitica dei servizi all’interno del sistema sanitario italiano.
Nel Manuale l’equilibrio, costantemente in evoluzione, tra istanze di unitarietà, esplicitate dai livelli essenziali di assistenza e le nuove tendenze di autonomia organizzativa e finanziaria rappresentate nella devoluzione e federalismo sanitario, rende il nostro Paese un caso di interesse internazionale. Sono inoltre presentati gli aspetti cruciali dell’approccio alle logiche di programmazione e valutazione con attenzione congiunta alla efficacia assistenziale, all’appropriatezza clinica ed organizzativa e alla sostenibilità economica.
Il linguaggio, le logiche e gli strumenti dell’epidemiologia, dell’economia e della legislazione sanitaria, possono essere d’aiuto (a livello nazionale, regionale ed aziendale) per la corretta analisi ed identificazione di fabbisogni e risorse, la costruzione di strumenti decisionali e di verifica, la comprensione del contesto in cui si deve operare, la formulazione e la realizzazione di politiche per la salute, il rafforzamento delle competenze in termini di leadership diffusa. Questa nuova edizione, inoltre, aggiorna rispetto alla precedente le tappe principali dell’evoluzione del sistema sanitario nel nostro Paese, presenta un capitolo dedicato al ruolo dei sistemi informativi in sanità e focalizza l’attenzione sulla sicurezza del paziente nell’approccio ai servizi sanitari.
Un testo utile per chi già riveste ruoli di responsabilità in sanità e fondamentale per chi segue percorsi formativi professionalizzanti in sanità.
Carlo Favaretti
Direttore Generale Azienda Ospedaliero-Universitaria – “Santa Maria della Misericordia” di Udine


PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE
Questo manuale rappresenta un interessante contributo per la formazione manageriale di coloro che rivestiranno, o già occupano, ruoli di responsabilità organizzativa e gestionale nei servizi sanitari.
Il testo si propone come un contributo per la facilitazione dell’integrazione multidimensionale (multidisciplinare, multiprofessionale, multisettoriale) che, grazie alla leva formativa, può trovare solide basi per la sua realizzazione nel contesto delle organizzazioni sanitarie, oggi chiamate ad un notevole impegno per il raggiungimento contestuale di obiettivi che riguardano la salute del paziente, la soddisfazione degli operatori sanitari e non sanitari, il rispetto delle indicazioni degli organi di regolamentazione e l’equilibrio economico del sistema organizzativo.
Il Campus in cui insistono la Facoltà di Medicina e Chirurgia e quella di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore nonché il Policlinico A. Gemelli è da anni “laboratorio” per la promozione, lo sviluppo e l’attuazione della cultura manageriale in questo delicato settore della vita sociale. In esso, i temi della programmazione e della organizzazione sanitaria, su cui gli autori concentrano oltre che la loro attenzione in questo manuale anche il loro impegno professionale ed accademico, sono di assoluto rilievo per una esauriente formazione di studenti ed operatori professionali.
Un augurio al lettore affinché possa acquisire solide basi nel suo iter di studi o utili spunti nelle attività professionali di servizio o di ricerca.
Antonio Cicchetti
Direttore Amministrativo – Università Cattolica del Sacro Cuore


INDICE

Ringraziamenti
Prefazione alla terza edizione
Prefazione alla seconda edizione
Prefazione alla prima edizione
Presentazione
1. Le basi del management sanitario
2. Principi e metodologie di base della organizzazione sanitaria
3. Principi e metodologie di base della programmazione sanitaria
4. Epidemiologia per la programmazione sanitaria
5. Qualità in sanità
6. Organizzazione sanitaria: il sistema sanitario
7. Organizzazione sanitaria: i servizi sanitari
8. Programmazione sanitaria a livello di azienda: gli strumenti della pianificazione strategica e del controllo di gestione
9. Programmazione sanitaria a livello di azienda: gli strumenti della programmazione e del controllo operativo
10. I nuovi paradigmi di pianificazione, programmazione e controllo in sanità
11. I sistemi informativi socio-sanitari
Bibliografia
Indice analitico


PRESENTAZIONE
La necessità di diffusione del linguaggio, delle logiche e degli strumenti della programmazione e della organizzazione in sanità rappresenta una priorità strategica per il raggiungimento congiunto di obiettivi di efficacia assistenziale, appropriatezza tecnica ed organizzativa ed efficienza nella allocazione e nell’utilizzo delle risorse. In uno scenario di riforme internazionali, che coinvolgono i sistemi sanitari a seguito delle modificazioni del quadro epidemiologico e dell’innovazione tecnologica ed in un contesto di sviluppo europeo che richiede al nostro Paese un crescente impegno per il rispetto dei parametri individuati dal Trattato di Maastricht, una modernizzazione degli strumenti formativi per affrontare adeguatamente questi sviluppi si configura di indubbia utilità.
L’Igiene è tradizionalmente una disciplina in grado di ricomporre contenuti multidisciplinari e multiprofessionali e di proporre in maniera integrata soluzioni formative nell’ambito della Programmazione, Organizzazione e Gestione dei Servizi Sanitari oltre che nelle specifiche aree della Prevenzione.
Da tempo ci occupiamo di queste tematiche sia nella attività di servizio, sia nella ricerca applicata, sia nella formazione.
In particolare, la nostra esperienza nell’ambito della formazione manageriale si è consolidata negli anni attraverso l’insegnamento svolto secondo le più moderne metodologie didattiche a diverse tipologie di destinatari afferenti a: Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia ed Economia, Scuole di Specializzazione Mediche, Master Universitari di I e II livello, Corsi di Perfezionamento, Corsi per la Educazione Continua in Medicina orientati alla qualificazione o riqualificazione professionale di varie categorie di operatori del settore sanitario, Corsi di Formazione Regionali per l’Alta Direzione Aziendale e per Direttori di Struttura Complessa.
L’opportunità di conoscere e soddisfare i fabbisogni formativi di una così eterogenea gamma di destinatari ci ha consentito di comprendere l’utilità di elaborare un testo che rappresentasse una guida per la formazione di base per tutte queste categorie.
Un manuale organico nel quale confluissero concetti derivati da discipline sanitarie, economiche e giuridiche secondo una chiave di interpretazione unitaria ed integrata.
Questo libro intende pertanto sintetizzare in maniera armonica contenuti derivati da fonti primarie eterogenee, secondo una originale elaborazione e sviluppo. Il testo è arricchito di una bibliografia che permette specifici approfondimenti di merito ai lettori interessati per ragioni professionali ai contenuti analitici riportati negli undici capitoli dell’opera. Questi analizzano gli aspetti di base del management sanitario e si soffermano sui principi, metodi ed applicazioni della organizzazione e della programmazione, sia a livello di sistema sanitario che a livello di azienda e di servizi, ponendo attenzione alla situazione attuale ed alle possibili linee di sviluppo, anche in riferimento al panorama internazionale. Uno spazio è dedicato a temi specifici quali il contributo dell’epidemiologia alla programmazione sanitaria e le caratteristiche che l’organizzazione sanitaria deve assumere per configurarsi come un Sistema Qualità coerentemente ai principi dell’accreditamento. Un capitolo sui sistemi informativi sociosanitari completa il testo.
È probabile che l’esigenza di semplificare e rendere accessibili concetti e tecniche provenienti da contesti scientifici estremamente eterogenei ci abbia talora indotto a qualche “forzatura” all’ortodossia delle diverse discipline. Ce ne scusiamo con gli esperti delle stesse, ma è un prezzo da pagare al più ampio e pieno coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari, che nella loro attività di formazione si sono fino ad oggi concentrati più sui rispettivi contesti tecnico professionali tralasciando quelli manageriali.
È solo con il loro contributo che potremo avere organizzazioni sanitarie sempre più efficaci ed efficienti.
Gli Autori

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