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Geolocalizzazione e Raccolta Informativa negli Incidenti in Ambiente Impervio

SKU: 9788879478809

Il prezzo originale era: 19,50€.Il prezzo attuale è: 18,52€.

Descrizione

Premessa

I sistemi che si occupano di soccorso quali il Numero
Unico dell’Emergenza Sanitaria (Public Safety Answering
Point di Primo Livello, PSAP I) e i servizi cosiddetti di secondo
livello (Public Safety Answering Point di Secondo
Livello, PSAP II) come le centrali, o le sale operative del
118 (queste ultime restano attive in alcune porzioni d’Italia
mentre le cosiddette Sale Operative di Emergenza Sanitaria
sono state implementate in genere in quelle regioni ove è
presente il NUE), ovvero le centrali dei Vigili del Fuoco, del
Soccorso Alpino (CNSAS) o di altri enti statali (Guardia di Finanza
o Forze di Pubblica Sicurezza e, soprattutto in ambito
di ricerche più complesse, anche personale specializzato
della Croce Rossa Italiana), sono spesso chiamati a offrire
risposte a richieste di intervento a favore di utenti che si
trovano feriti, o in difficoltà, in ambito impervio.
Per ambito impervio, molto sinteticamente e superficialmente,
si può intendere qualsiasi porzione del territorio
che, per la sua conformazione orografica, o per l’assenza
di specifiche infrastrutture, non può essere raggiunta mediante
l’ordinario impiego di risorse di soccorso standard,
quali ambulanze, automediche, o furgoni; a meno che non
si disponga di mezzi speciali, a trazione integrale, piuttosto
che motoveicoli o quad. Questi ultimi vettori permettono
il raggiungimento del ferito da parte dei soccorritori specialisti,
ma non sempre offrono la contestuale possibilità
di evacuazione della vittima, perché non attrezzate anche
per il trasporto della stessa, in quanto non dispongono di
un vano sanitario, o di una barella. Molte aree impervie del
territorio nazionale spesso non possono essere raggiunte
in alcun modo, per quanto si impieghino mezzi speciali di
terra, perché collocate in ambiti territoriali accessibili soltanto
ai sistemi elicotteristici, quali i cosiddetti Helicopter
Emergency Medical Service (HEMS) o Search and Rescue
(SAR). In certe situazioni, infine, anche spazi territoriali di
specifica pertinenza dei velivoli ad ala rotante non possono
essere raggiunti, a causa di condizioni ambientali e meteorologiche
limitanti, lasciando quindi ai soccorritori appiedati
(o con gli sci) l’onere del raggiungimento della vittima,
del suo trattamento e del suo impegnativo trasferimento
verso un luogo idoneo al rendez-vous con altri veicoli di
soccorso.
Al di là delle modalità di soccorso attuate sul campo,
che si prestano perlopiù ad una trattazione di carattere
logistico e operativo, il primo elemento che deve caratterizzare
un sistema di soccorso svolto in ambito impervio
(ovvero “remote”, in lingua anglosassone) richiede la capacità
di localizzare la vittima. Quest’ultima non è sempre
facilmente in grado di definire la propria posizione, non
dispone magari di apparati tecnologici di localizzazione o,
perché in condizioni di stress psico-fisico, ha molte difficoltà
nel rendere chiaro il punto specifico nel quale si trovi e
verso il quale far convergere i soccorsi.
Per le sale e le centrali operative degli organi deputati
al soccorso diviene allora mandatorio impostare delle metodologie
strutturate di raccolta informativa, attuata solitamente
entro una decina di minuti, o poco più, ma fondamentali
per circoscrivere il più possibile il punto reale di
posizione dell’infortunato, riducendo per quanto possibile
quel cerchio virtuale di posizione noto come Level of Confidence
(LoC), o Probability of Area (PoA).
Esistono oggigiorno supporti tecnologici all’avanguardia,
che sicuramente offrono agli operatori una maggior
consapevolezza situazionale, tanto che ci si può lecitamente
chiedere quanto debba restare nei limiti dell’intelligenza
umana. Tecnologia e sistemi di intelligenza artificiale sembrano
infatti quasi sempre, almeno ad uno sguardo molto
distratto, poterla sostituire. La risposta è molto complessa
e per alcuni tratti anche filosofica. Di fatto, ogni sistema
elettronico o tecnologico, richiede infrastrutture perfettamente
operative e funzionanti, mentre l’essere umano
deve ancora poter disporre della propria e insostituibile
capacità critica e decisionale. Probabilmente sempre più
negli anni a venire, sarà non tanto la pura tecnologia o l’intelligenza
artificiale a svolgere questa tipologia di compiti,
tanto importanti; quanto il più efficiente binomio tra capacità
umane e possibilità tecnologiche. Dimenticare modalità
descrittive di geolocalizzazione, a totale favore della
tecnologia, sarebbe come navigare per mare affidandosi
soltanto ai GPS e ai computer, senza essere più capaci di
leggere una carta nautica, o di determinare il punto nave.
Non risulta ovviamente accettabile, soprattutto per i professionisti
che operano nelle centrali e nelle sale operative
dei sistemi di emergenza, seguire una siffatta linea operativa.
Non è quindi lecito, anche sotto il profilo prettamente
pratico (oltre che etico), dismettere la propria “umanità”,
con tutto il corteo di proprie abilità, a favore della pura tecnologia.
Così come non può essere misconosciuto il ruolo
importante che riveste l’esperienza e la conoscenza del territorio,
tipica ad esempio del personale volontario e tecnico
del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.
Si deve infine ribadire quanto la tecnologia sia strettamente
legata al contesto e alle possibilità in questo
esplicitabili. Attualmente la stragrande maggioranza delle
richieste di soccorso avviene impiegando un comune smar-
tphone, per quanto evoluto e all’avanguardia: riduzione
delle possibilità di trasferimento di informazioni via web,
tra smartphone e sale/centrali operative in contesti territoriali
remoti, limitazione di copertura di telefonia in alcuni
contesti, difficoltà di allineamento dell’antenna satellitare
del dispositivo in alcuni territori (o non funzionamento
della stessa a causa di carenti livelli di batteria, o di mancata
copertura/interferenze da parte delle costellazioni
satellitari, o di mancata accensione della stessa da parte
dell’utente) possono inficiare anche in maniera importante
le possibilità di localizzare il chiamante secondo dettami
prettamente tecnologici. La rapidità è di fatto, nella stragrande
maggioranza dei casi, il fattore determinante che
rende possibile l’attivazione dei soccorsi, la riduzione del
rischio evolutivo, la messa in sicurezza dell’infortunato,
la cura, l’assistenza e il trasferimento verso una struttura
ospedaliera adeguata. Ma l’estrema rapidità (che resta pur
sempre un obiettivo mandatorio), o anzi in certi casi l’immediatezza
tecnologica, non può sacrificarsi nei confronti
della precisione, della sicurezza e della certezza pratica.
Diventa quindi necessario poter sviluppare una metodologia
integrata, che sia in parte tecnologica, in parte ancora
una volta “recitativa”, “qualitativa e semi-qualitativa”
e “descrittiva”, ma che si fondi su strumenti semplici, standardizzabili
e soprattutto dedotti dall’analisi di innumerevoli
casi collezionati in anni e anni di pratica sul campo. Il
binomio tecnologia-fattore umano deve restare ancora un
elemento di forza per tutti i sistemi di soccorso. Letteratura
scientifica da un lato, esperienza e parere degli esperti
dall’altro, se adeguatamente integrati, possono offrire una
soluzione alle tante difficoltà di geolocalizzazione, impiegando
metodologie strutturate e apposite action card.
Il compito di ricerca non sarà mai facile, ma l’applicazione
di uno strumento scientifico e condotto con rigorosità
metodologica, avrà la possibilità di ridurre gli errori,
migliorare il livello di confidenza di ricerca e garantire uno
standard qualitativo elevato.
In questo libro ci si propone pertanto di offrire alcuni
spunti di riflessione dapprima generali, poi sempre più
specifici, in merito ad un settore del soccorso extra-ospedaliero
ancora molto discusso e ampio, avvalendoci e proponendo
sia l’impiego delle nuove tecnologie offerte dalla
ricerca, sia delle capacità dialogiche e dialettiche degli
operatori che, guidati da procedure formalizzate, sapranno
offrire quell’indispensabile quid alle attività di ricerca e di
geolocalizzazione dell’utente in difficoltà.
Per meglio contestualizzare gli aspetti pratici di questa
particolare attività, si è deciso di offrire a corollario anche
tutta una serie di informazioni, che si ritiene debbano essere
bagaglio conoscitivo degli operatori stessi. Non sarà
possibile, infatti, all’interno delle proprie centrali operative,
collocate a chilometri di distanza dal chiamante e di
fronte a interfacce informatiche, gestire in maniera adeguata
l’utente, se non si dispongono di conoscenze relative
agli aspetti più prettamente ambientali, paesaggistici,
ai rischi intrinseci di un contesto “remote” e a molte altre
tematiche connesse, più o meno direttamente, con la geolocalizzazione
in ambiente complesso. In questo testo si
desiderano quindi offrire spunti culturali e conoscitivi rispetto
alle tante “branche del sapere” che per forza di cose
devono circuitare attorno a questa delicatissima attività.
Non sempre gli operatori delle centrali e delle sale operative
dispongono dell’adeguato background conoscitivo (e
tantomeno esperienziale) tipico di chi è avvezzo, anche per
professione, alla frequentazione di un ambiente impervio;
così come è vero che tanti professionisti del settore più
prettamente operativo, benché altamente qualificati ed
esperti di “outdoor” (si pensi al personale dei Vigili del Fuoco,
del Soccorso Alpino Nazionale, del Soccorso Alpino della
Guardia di Finanza etc.), misconoscono molto spesso il
delicato lavoro che, operato nel contesto più protetto delle
sale operative, è anch’esso assolutamente indispensabile
alla buona riuscita dell’intervento. Entrambi i macro-gruppi
professionali, lo si afferma in virtù di una decennale esperienza
diretta (oltre che supportati dall’adeguata letteratura),
abbisognano ciascuno per relativa competenza, delle
più correte informazioni, di adeguata formazione e della
consapevolezza di un ruolo che deve essere distribuito tra i
vari “attori”. Perché tutti concorrono indissolubilmente alla
buona riuscita di una missione di soccorso. E cioè, in ultima
analisi, a salvare vite umane.


RINGRAZIAMENTI
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ad AREU
– Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, in particolare
al Gruppo Flotta Regionale e allo staff Formazione, per
aver reso possibile la realizzazione operativa del percorso
formativo che ha costituito la base sperimentale di alcune
delle riflessioni contenute nel presente volume.
Un particolare ringraziamento al Direttore Anticendi
Ing. Santo Vazzano, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,
per le preziosissime consulenze.
Un ringraziamento speciale alla collega Eleonora, per
la disponibilità, il confronto e la condivisione di obiettivi.
Un ringraziamento va anche a Davide, per l’attenzione riservata
alla parte introduttiva del testo.
Infine, ai colleghi con cui ho l’onore di collaborare
quotidianamente, che – anche attraverso l’applicazione
concreta dei principi e degli strumenti descritti in questo
lavoro – contribuiscono a rendere più efficaci i soccorsi e,
in alcuni casi, a salvare vite umane.


■ Sommario
Abbreviazioni e sigle
Ringraziamenti
Premessa
Disclosure Statement
Le richieste di soccorso in ambito impervio. Breve
disamina della situazione attuale e dei recenti trends
Il territorio italiano e le sue caratteristiche climatiche
Accenni di meteorologia
Il contesto “remote”: ambienti e caratteristiche
di massima
Aree metropolitane
Aree rurali
Ambiente acquatico
Ambiente fluviale
Montagne e colline
Sentieri e percorsi di montagna
Orografia e geomorfologia
Topografia: principi essenziali
Coordinate Geografiche
Altre modalità di rappresentazione delle coordinate
geografiche
I sistemi di localizzazione tecnologici
Advanced Mobile Location (AML)
SMS Locating
Apps per Smartphone
TPSPs
Personal Locator Beacon
Altri sistemi ad alta tecnologia
Rete Radio Montana
Geolocalizzare i dispersi in ambito “remote”
Come si comportano le persone in difficoltà?
Perché non reperire solo le Coordinate Geografiche?
Bias e chimere
Metodo Descrittivo Guidato GLARE – Guided geoLocation
and Assessment in Remote Environment Parte prima:
Guided geoLocation
Il primo passo: è utile un altro numero di telefono?
Initial Planning Point (IPP)
Ending Point (EP)
Last Known Point (LKP)
Timing
Conclusioni della prima parte della sezione GLARE:
Geolocalizzazione e raccolta informativa negli incidenti in ambiente impervio
Guided geoLocation.
Parte seconda: Assessment in Remote Environment
Indicatori
In quanti siete e come siete vestiti
Il cielo sopra di sé
Condizioni meteorologiche sul posto
Sei su neve, roccia, prato…
Pericoli ed ostacoli
Il reperimento “Smart” delle coordinate geografiche
Geolocalizzare. Una priorità rispetto alla raccolta
di informazioni sanitarie
La chiusura di telefonata
Addendum: “Ma in che direzione è andato?”
Istruzioni di sicurezza
Consigli di buona pratica
All’arrivo dell’elicottero
GLARE Action Card
Bibliografia citata nel testo

Informazioni aggiuntive

Autore/i

Editore

Lingua

Anno

Copia saggio Docenti

“La concessione di saggi da parte della Casa Editrice, essendo come ben potrete capire un onere aziendale non indifferente, può essere concessa unicamente nel caso di titolarità di cattedra o corso di insegnamento pertinente; per tale ragione la concessione richiede la completa risposta ai quesiti elencati sul modulo.”

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